20) Hume. Anche gli scettici bruciano i libri?.
Questa affermazione di Hume che certi libri debbano essere
bruciati ci aiuta a capire meglio quanto sia complesso il problema
della tolleranza (confronta anche Quaderno secondo/7, Capitolo
Dodici/2, Voltaire, Introduzione).
D. Hume, Ricerca sull'intelletto umano, Sezione dodicesima, Parte
prima (pagine 260-261).

La scienza del divino o teologia, in quanto prova l'esistenza di
Dio e l'immortalit dell'anima, risulta in parte di ragionamenti
su fatti particolari, in parte di ragionamenti su fatti generali.
Essa ha un fondamento nella ragione, in tanto in quanto 
sostenuta dall'esperienza. Ma il suo fondamento migliore e pi
solido  la fede e la rivelazione divina.
La morale e la critica non sono propriamente oggetti
dell'intelletto, quanto del gusto e del sentimento. La bellezza,
sia morale che naturale,  pi propriamente sentita, che percepita
con l'intelletto. O, se ragioniamo intorno ad essa e cerchiamo di
stabilirne il criterio, consideriamo un fatto nuovo, cio i gusti
generali degli uomini, o qualche fatto del genere, che possa esser
oggetto di ragionamento e di ricerca speculativa.
Quando scorriamo i libri di una biblioteca, persuasi di questi
princpi, che cosa dobbiamo distruggere? Se ci viene alle mani
qualche volume, per esempio di teologia o di metafisica
scolastica, domandiamoci: Contiene qualche ragionamento astratto
sulla quantit o sui numeri? No. Contiene qualche ragionamento
sperimentale su questioni di fatto e di esistenza? No. E allora,
gettiamolo nel fuoco, perch non contiene che sofisticherie ed
inganni.
D. Hume, Opere, Laterza, Bari, 1971, volume secondo, pagina 175.
